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  • Immagine del redattoreGabriella Felicetti

Affitto con riscatto, vantaggi e svantaggi

L’affitto con riscatto è un modello di contratto di locazione diverso da quelli tradizionali poiché consente all’inquilino in affitto, di diventare il futuro proprietario dell’immobile oggetto dell’accordo. L’affitto con riscatto in particolare dà la possibilità al conduttore di vivere nell’appartamento locato per un periodo di tempo determinato e di decidere in futuro di riscattarne la proprietà.



Gli affitti con riscatto sono stati individuati per consentire ai soggetti con liquidità insufficienti o ai giovani che non possono ancora permettersi un mutuo, di acquistare l’abitazione che desiderano, dietro un corrispettivo maggiorato del 20 o 30% rispetto al normale canone annuo.


L’affitto con riscatto è un mix tra un contratto di locazione e un contratto di vendita della durata massima di 10 anni. Al termine della locazione, l’affitto con riscatto prevede il pagamento dei costi residui del valore dell’immobile da parte del conduttore, al fine di entrare in possesso del bene.


Le parti possono decidere la durata del contratto di affitto con riscatto ed i termini ad esso ascrivibili, a patto che non ecceda come detto, i dieci anni.


Il grande vantaggio dell’affitto con riscatto sta nella decurtazione della maggiorazione pagata negli anni a titolo di canone mensile.


Comprare casa con un mutuo, significa invece stipulare un contratto con una banca che ci concede un prestito per l'acquisto dell'immobile, che ci si impegna a restituire a rate durante un periodo di tempo variabile. In questo caso, l'immobile viene acquistato immediatamente grazie alla liquidità fornita dalla banca; in altre parole, mentre con l'affitto con riscatto l'acquirente non è subito proprietario dell'immobile, ma lo diventa dopo aver riscattato la proprietà alla fine del periodo concordato, con il mutuo si acquista immediatamente la proprietà della casa, con tutto quel che ciò comporta.


Il contratto di affitto con riscatto è una valida alternativa al mutuo e, in un certo senso, più conveniente poiché permette di anticipare poco alla volta il costo relativo all'acquisto dell’immobile.


Inoltre, al termine del contratto di affitto con riscatto il conduttore può decidere di non acquistare la proprietà.


Non essendo proprietari fino al momento del riscatto, gli inquilini non dovranno farsi carico delle relative tasse né dei lavori di manutenzione che restano a carico del proprietario.


Nonostante i vantaggi risultano essere piuttosto evidenti, è bene conoscere anche gli svantaggi dell’affitto con riscatto per le parti del contratto qualificabili come conduttori.


In particolare, il conduttore è obbligato a versare una quota mensile più alta rispetto al canone originale e dunque maggiormente onerosa e, inoltre, non ha il diritto di modificare l’immobile prima di diventarne proprietario. Un altro svantaggio è individuabile nella perdita dei soldi spesi durante l’affitto qualora si decida di non acquistare più la proprietà al termine del contratto.


A prima vista, può sembrare improbabile che il proprietario di un immobile decida di alienare il proprio bene in favore di un altro soggetto con la formula del contratto di affitto con riscatto. Tuttavia, sono molti i vantaggi per il locatore, per primo, la maggiorazione del canone consente di ottenere un’entrata più veloce e subito disponibile. Il locatore può risolvere preventivamente il contratto qualora l’inquilino risulti insolvente per un valore non inferiore a 1/20 del totale dei canoni dovuti. L’affitto con riscatto consente di avere una certezza, più o meno solida, sulla vendita futura della casa.


Qualora l’inquilino decida di non riscattare la proprietà dell’immobile, il proprietario non sarà tenuto a restituire l’ammontare della maggiorazione versata all’inquilino.


Inoltre, dal momento che il costo dell’immobile viene individuato in fase di conclusione del contratto, il proprietario risulta essere tutelato dalle oscillazioni del valore di mercato.


Non mancano, anche in questo caso, gli aspetti negativi per il venditore.


Il locatore non può in nessun caso obbligare il conduttore all’acquisto dell’immobile, eccezion fatta per i casi in cui tale obbligo è previsto dal contratto.


Il locatore si fa carico delle tasse e delle imposte per tutta la durata del contratto e non può usufruire delle agevolazioni fiscali relative alla prima casa.


Sul blog del Gruppo Sarpi immobiliare i clienti possono trovare trattate tematiche burocratiche spesso complicate e complesse, al fine di aiutare i propri clienti.

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