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  • Marco Quargnal

Il Crowdfunding immobiliare, una nuova opportunità di investimento

Aggiornato il: gen 3

Ne hai mai sentito parlare? Si sta diffondendo sempre più anche

nel settore immobiliare il crowdfunding, strumento che permette

il finanziamento comune per un determinato progetto.


Buona lettura!



Iniziamo a spiegare il significato della parola “crowdfunding”, che etimologicamente

significa proprio “finanziamento della folla”. Lo strumento nasce infatti per il supporto

di progetti aziendali nuovi e innovativi, con focus particolare sulle start-up,

per la ricerca di denaro necessario all’avvio della propria attività e business.


Il meccanismo di funzionamento è molto semplice e alla portata di tutti:

puoi proporre e promuovere un tuo progetto e una tua idea e richiedere

al web denaro, ai “backer” (i donatori), per l’avvio della tua attività,

in cambio di un “dono” che nel caso di sviluppo di un prodotto può essere

un anteprima del prodotto, in caso del settore immobiliare può essere una quota

di partecipazione all’interno dell’azienda o una parte di utili ricavabili

dall’operazione complessiva.


Il settore del crowdfunding, prima destinato solamente in Italia alle start-up innovative,

è ora approdato anche nell’immobiliare, a seguito della modifica dell’articolo

50 del decreto legge del 24 aprile 2019. L’investitore propone il suo progetto

e la piattaforma verifica e controlla i parametri amministrativi, finanziari,

edilizi per poter procedere e approvare la raccolta di fondi.


Solitamente la durata del processo varia dai 18 ai 36 mesi. Ricevuti tutti i permessi,

inizia la raccolta fondi e vengono descritte modalità di rendimento.

Le possibilità di investimento sono oggi molteplici e ogni piattaforma e azienda

sponsorizza le proprie operazioni e raccolta fondi, con partecipazioni minime di 50 euro,

per la raccolta di fondi fino a 2 milioni complessivi.


E’ utile sottolineare e specificare la divisione tra due diversi modelli di investimento:


- Il Lending


- L’ Equity


Nel primo caso l’investitore che partecipa all’operazione diventa titolare di un diritto di credito.

In pratica chi partecipa all’operazione non diventa socio economico ma acquisisce appunto

un diritto di credito, che potrà essere esercitato solo ad una determinata scadenza predefinita.


Alla scadenza della suddetta verrà corrisposta una cifra prestabilita composta dalla quota

di capitale inizialmente prestato e da una parte di remunerazione in base al gap di guadagno

ottenuto attraverso l’operazione. Con la strategia del lending, riassumendo, non si diventa effettivi proprietari di una quota del bene ma si partecipa a livello economico, fornendo credito.

L’equity si muove nella direzione opposta: l’investitore che partecipa all’operazione diventa

proprietario di una quota della società che ha come sottostare l’immobiliare, diventando

a tutti gli effetti socio dell’operazione.


La grande innovazione di questo settore sta proprio nel riuscire ad aprire le porte

del settore immobiliare anche al piccolo e medio investitore, spesso non considerano

data la mancanza di liquidità necessaria.


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