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  • Immagine del redattoreMarta Suardi

Firenze: affitti brevi

A Firenze il DDL Santanchè recentemente approvato sugli affitti brevi non basta, il sindaco ha studiato una stretta ulteriore per il centro storico del capoluogo toscano per preservare l’integrità dell’area Unesco e riportare i residenti nel centro cittadino.



In sostanza, verrà applicato il “modello Venezia” anche a Firenze, con l’auspicio, da parte del sindaco Nardella, che ciò si applichi a tutte le città di elevato valore artistico. E quindi, limitare nuovi affitti brevi nell’area Unesco, Imu azzerata a chi converte un affitto breve in affitto lungo, limite di 120 giorni per gli affitti brevi oltre i quali si considera l’attività come impresa, con relativo adeguamento di adempimenti e tasse.


A sostenere questa decisione anche l’Associazione Progetto Firenze, secondo cui il DDL Santanchè non lede la proprietà privata dei proprietari di appartamenti in affitto, quanto piuttosto quella dei residenti, disturbati dall’eccessiva presenza di turisti nelle zone del centro. I residenti nei condomini in cui si trovano appartamenti usati come B&B, inoltre, vedono aumentare le spese condominiali in ragione dei frazionamenti delle unità abitative, che aumentano il consumo di risorse comuni quali acqua, ascensore, luce, gas e manutenzione degli spazi comuni.


Secondo il Sindaco Dario Nardella, il divieto di creare nuovi appartamenti in affitto breve nell’area Unesco potrebbe mettere un freno a tutto questo, dando inoltre modo ai residenti in minoranza di appellarsi alle nuove norme comunali per rientrare delle spese aumentate a causa dei millesimi condominiali “sballati” dai B&B, rivalendosi economicamente sugli host. Eventualità che certo andrà a rappresentare un’ulteriore ingerenza economica per questi ultimi.


Di recente il sindaco di Firenze ha vietato l’utilizzo delle abitazioni con destinazione residenziale per gli affitti turistici di breve termine all’interno di tutta l’area Unesco del centro storico. Lo stop ha come finalità quella di sostenere la residenza nel centro storico. Come ha annunciato lo stesso Nardella “Ci rendiamo conto che è una norma giuridicamente ardita, ma siamo consapevoli di poterla difendere giuridicamente. Se noi non proviamo a fare azioni politicamente dirompenti nessuno si dà una mossa: siamo stanchi di annunci, il problema è diventato strutturale”. Prosegue poi: “useremo la leva fiscale per tutti coloro che vorranno collaborare e tornare indietro: i proprietari di immobili, attualmente destinati ad affitto breve, che vorranno tornare a fare affitti di lungo periodo, avranno da parte della nostra amministrazione un incentivo, l’azzeramento dell’Imu seconda casa per tre anni. Un appartamento medio in centro paga più di 2.000 euro all’anno di Imu seconda casa”.

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