Il curioso fenomeno degli immobili “fantasma”
- Giulia Spartà
- 16 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
In alcune grandi città del mondo esistono edifici regolarmente costruiti, talvolta anche venduti, che in realtà non vengono mai abitati. Un paradosso immobiliare che racconta molto di come il mattone stia cambiando a livello globale.

Nel dibattito internazionale sul mercato immobiliare, uno dei fenomeni più sorprendenti degli ultimi anni è quello degli immobili cosiddetti “fantasma”: abitazioni reali, spesso di pregio, che restano vuote per lunghissimi periodi, talvolta per sempre. Non si tratta di invenduto o di crisi edilizia, ma di una scelta deliberata.
In molte metropoli globali, l’immobile non viene più acquistato principalmente per essere vissuto, ma come strumento di conservazione del valore. Un bene rifugio, al pari di un’opera d’arte o di un titolo finanziario. In questo scenario, l’utilizzo dell’immobile diventa secondario rispetto alla sua funzione patrimoniale.
Il risultato è un patrimonio abitativo che esiste fisicamente, ma non socialmente. Quartieri con luci spente la sera, palazzi nuovi ma silenziosi, servizi sottoutilizzati. Dal punto di vista economico, l’operazione ha una sua logica: l’immobile protegge il capitale, si rivaluta nel tempo e può essere liquidato quando le condizioni sono favorevoli. Dal punto di vista urbano, però, genera effetti collaterali rilevanti.
Questo fenomeno ha spinto alcuni Paesi a introdurre tassazioni specifiche sulle case vuote o limiti all’acquisto da parte di investitori non residenti. Segnali di come il concetto stesso di proprietà immobiliare stia evolvendo: non più solo spazio da abitare, ma asset globale inserito in logiche finanziarie internazionali.
La curiosità, osservata dall’Europa, è che lo stesso immobile può avere significati completamente diversi a seconda del contesto culturale. In alcuni mercati è ancora fortemente legato alla dimensione familiare e abitativa; in altri è ormai assimilato a uno strumento di investimento puro, slegato dalla quotidianità.
Questo contrasto racconta una trasformazione profonda del settore immobiliare: da bene locale a linguaggio globale del capitale.
Capirlo aiuta anche a leggere meglio ciò che accade nei mercati più tradizionali, dove questi modelli iniziano, lentamente, a influenzare scelte, prezzi e strategie.
Perché oggi, nel mondo immobiliare, non tutto ciò che è costruito è pensato per essere vissuto. E non tutto ciò che è vuoto è davvero fermo.
Il punto di vista di Sarpi Immobiliare
Osservare le dinamiche internazionali consente di leggere con maggiore consapevolezza anche il mercato locale. Sarpi Immobiliare accompagna i propri clienti in un percorso di analisi e valorizzazione del patrimonio, aiutandoli a interpretare il mattone non solo come bene fisico, ma come asset strategico inserito in un contesto economico in continua evoluzione. Un supporto pensato per chi desidera fare scelte immobiliari informate, solide e orientate al lungo periodo.




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