Smart working e seconde case: quando la casa “per le vacanze” diventa una scelta di vita
- Giulia Spartà

- 29 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Lo smart working non ha cambiato solo il modo di lavorare, ma anche il modo di abitare. Quella che per anni è stata considerata una semplice casa per le vacanze sta diventando, per molti, un’alternativa concreta alla città. Un cambiamento silenzioso che sta ridisegnando il mercato delle seconde case in tutta Italia.

Fino a pochi anni fa la seconda casa aveva un ruolo ben preciso: si apriva nei weekend, si viveva d’estate o durante le festività e per il resto dell’anno restava chiusa.
Oggi, complice lo smart working, questo schema si è completamente ribaltato.
Sempre più persone stanno riscoprendo località di lago, montagna o piccoli borghi non solo come luoghi di svago, ma come spazi abitativi stabili o semi-stabili, in grado di ospitare la vita quotidiana e il lavoro da remoto. La curiosità è che, in molti casi, la “seconda casa” viene utilizzata più della prima.
Il cambiamento non riguarda solo dove si compra, ma come si sceglie l’immobile. La priorità non è più la vicinanza all’ufficio, bensì la qualità dell’abitare: spazi più ampi, luce naturale, silenzio, vista aperta e – soprattutto – una connessione internet affidabile. In questo nuovo scenario, un trilocale vista lago o una casa indipendente in collina diventano alternative credibili all’appartamento cittadino.
Dal punto di vista del mercato immobiliare, l’effetto è evidente. Località che fino a poco tempo fa erano considerate esclusivamente turistiche stanno registrando un aumento della domanda e una maggiore tenuta dei prezzi. Non si tratta di una corsa speculativa, ma di una domanda più strutturata, composta da professionisti, coppie e famiglie che cercano un equilibrio diverso tra lavoro e vita privata.
Un altro aspetto interessante è il cambio di funzione della seconda casa. Non è più uno spazio “inutilizzato” per gran parte dell’anno, ma un immobile vissuto, curato e spesso ristrutturato per garantire comfort quotidiano. Questo ha un impatto diretto sul valore: una casa pensata per essere abitata tutto l’anno ha un posizionamento di mercato molto diverso rispetto a una semplice casa vacanze.
La vera curiosità, però, è che lo smart working non ha svuotato le città, come qualcuno temeva, ma ha reso il mercato più fluido.
Oggi non si sceglie più una sola casa, ma uno stile di vita più flessibile, in cui l’immobile diventa uno strumento per guadagnare tempo, qualità e benessere.
E il mercato immobiliare, come sempre, si limita a fare una cosa: seguire le persone.
Il punto di vista di Sarpi Immobiliare
Dal punto di vista di Sarpi Immobiliare, questo trend non va letto come una moda passeggera, ma come un’evoluzione strutturale delle esigenze abitative. Sempre più clienti si rivolgono a noi non per “comprare una seconda casa”, ma per individuare un immobile capace di adattarsi a più fasi della vita, combinando qualità dell’abitare, solidità dell’investimento e flessibilità d’uso nel tempo. In questo contesto, il ruolo della consulenza diventa centrale: non si tratta solo di scegliere dove comprare, ma di capire come valorizzare un immobile oggi e renderlo una risorsa anche per il futuro.




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