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  • Gabriella Felicetti

Senior Housing

Sempre maggiori sono i Fondi bancari e assicurativi alla ricerca di agglomerati urbani di medie e grandi dimensioni da riadattare, in quanto interessati a realizzare un’idea che riguarda la nostra popolazione over 65, parliamo del nuovo fenomeno il “Senior Housing”, intorno al quale c’è sempre maggior interesse e che ha tutte le caratteristiche per diventare un nuovo business.



Nato nel nord Europa all’inizio degli anni ’70, questo stile abitativo si è diffuso negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone e in quei Paesi europei dove minore è il concetto di famiglia assistenziale o allargata ed ora sta prendendo piede anche in Italia.


Senior Housing è il sistema che propone abitazioni dove i senior possono sperimentare una nuova dimensione di vita sociale all’insegna della qualità, della sicurezza e del confort. Si tratta di appartamenti indipendenti, con cucina e servizi, organizzati intorno a una serie di opzioni comuni aggiuntive, pensate per i bisogni di persone over 65 ancora in buona salute, dinamici, curiosi e pieni di possibilità.


È sicuramente un’idea vincente, le ultime stime rilevano che l’attuale invecchiamento della popolazione mondiale è un fenomeno senza precedenti, in Italia, la quota di over 65 salirà dal 23% del 2021 al 35% nel 2060.


Il Senior Housing si pone come soluzione intermedia tra la completa autonomia della casa privata e l’assistenza che può essere ricevuta in una RSA.


È un modello abitativo innovativo e alternativo per chi è autosufficiente e vuole vivere in una propria casa, sapendo che in caso di necessità, dispone di tutti i servizi di cui potrebbe necessitare.


Il Senior Housing è strutturato in modo tale da avere vicinanza e accessibilità a servizi utili come supermercati, cinema e farmacie. Alcuni sorgono nei pressi di spazi verdi, ideali per andare in bicicletta, passeggiare o semplicemente leggere un giornale o giocare a carte.


In quelli più organizzati, i senior possono usufruire di una palestra interna, dove mantenere tonico e elastico il proprio corpo. Molte di queste strutture prevedono anche un angolo bar, dove incontrare liberamente amici e familiari per condividere momenti piacevoli davanti a un caffè o a una tisana o aree ristorante in caso non si abbia voglia di cucinare.


Per mantenere giovane la mente e stimolare le amicizie, nei Senior Housing si organizzano anche attività ludiche come laboratori creativi, cineforum o gruppi di lettura.

Sono comunità spesso seguite da assistenti e volontari che assicurano sostegno oltre che per l’attività ricreative anche per uscite e spesa a domicilio.

Nei Senior Housing molto seguita è l’assistenza sanitaria, spesso le strutture nascono vicino a poliambulatori e sono comunque convenzionati con centri specializzati e spesso vi è la possibilità di avere visite mediche a domicilio. Facilitazioni molto importanti nella vita di chi, anche se in buona salute, è soggetto a controlli medici di routine.


Anche la sicurezza è un aspetto curato. Si va dalle porte d’ingresso blindate, alla presenza di una reception, fino ad arrivare a sistemi di sorveglianza di ultima generazione.

Il costo della locazione degli appartamenti varia in base alla tipologia, alle dimensioni dell’appartamento e alla sua collocazione e oscilla tra i 30 e 70 euro al giorno per l’affitto base, nel quale solitamente sono comprese le utenze e la gestione delle parti comuni. Si possono poi aggiungere dei “pacchetti” di servizi come il pasto, le pulizie, il lavaggio della biancheria, il servizio infermieristico, medico, fisioterapico, o un fattorino per le commissioni e molto altro.


All’estero c’è stata una ulteriore evoluzione dell’idea, iniziano a moltiplicarsi infatti le strutture di Cohousing Intergenerazionale che avvicinano il mondo degli anziani a quello dei giovani. Una soluzione dove gli inquilini più “grandi”, sono stimolati a mettersi in gioco e a confrontarsi con una generazione più giovane. Generalmente in cambio dell’affitto i giovani conviventi offrono servizi in cucina o di pulizia, di accompagnamento o compagnia ai coinquilini più avanti con gli anni. Una vera e propria integrazione di diverse generazioni.


Il Senior Housing, già sperimentato con successo negli Stati Uniti e nei paesi del nord Europa, inizia solo ora ad affacciarsi nella realtà italiana.

Anche la composizione delle famiglie sta cambiando: la famiglia italiana è sempre meno numerosa, ed è principalmente composta da coppie senza figli o persone sole. La domanda sorge spontanea, chi si prenderà cura della “nuova” generazione di anziani?


Più precisamente, in Italia ci sono più di 7 milioni di over 75, parliamo di 11,5% del totale della popolazione, il 38% di questi vive sola. La maggior parte di queste persone vive in case che non sono più adatte alle nuove condizioni fisiche a cui l’anziano deve far fronte. Infatti, le case di proprietà degli anziani, hanno più di 50 anni, sono di dimensioni troppo grandi rispetto alle loro necessità (si parla di almeno 4 stanze), spesso situate in edifici senza ascensore, con impianti obsoleti e molte barriere architettoniche. Un altro dato indicativo riguarda il numero di accessi al pronto soccorso da parte di anziani: il 76,9% degli anziani si reca al pronto soccorso in seguito ad una caduta e, analizzando i dati, le cadute negli anziani risultano essere responsabili dei 2/3 delle morti per incidente domestico.


Quali soluzioni abitative per gli over 65 in Italia?


Le soluzioni abitative per gli over 65 in Italia, si suddividono in base al grado di autosufficienza della persona. Tuttavia, in ogni regione italiana vigono delle normative diverse che disciplinano i requisiti strutturali, architettonici e di funzionamento, nonché la classificazione delle diverse strutture. Per i non autosufficienti la soluzione è rappresentata dalla Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA), mentre per gli autosufficienti ci si può rivolgere alle Case di Riposo (anche chiamate Case Albergo o R.A.) che forniscono assistenza di tipo leggero; i co-housing organizzati in alloggi con servizi comuni in cui vige il principio della condivisione sia di costi che di spazi; e infine i Senior Housing.

Un’altra soluzione a cui spesso si ricorre è la badante: fenomeno tipicamente italiano, sviluppato maggiormente nel nord Italia e che prevede l’assistenza dell’anziano a domicilio. Si tratta tuttavia di un’assistenza poco specializzata. È difficile stimare il numero complessivo di badanti in Italia, essendoci una forte componente di lavoro irregolare, ma si stimano circa 1 milioni di lavoratori domiciliari (tra badanti e colf).


Nuovi stili di vita degli anziani e Senior Housing


L’anziano è sempre più consapevole della propria vita, ed è inserito in una rete di relazioni, progetti e attività che gli consentono di sentirsi ancora protagonista della sua quotidianità. Vuole liberarsi sempre di più dalle incombenze quotidiane, dedicandosi maggiormente ai propri interessi. Ed è proprio in questo target che si colloca l’idea di Senior Housing.


Il Senior Housing è una formula abitativa destinata agli over 65 autosufficienti, che promuove l’invecchiamento attivo. Si tratta di complessi immobiliari suddivisi in miniappartamenti, dotati di cucina-soggiorno, camera da letto e bagno, appositamente progettati per gli over 65 autosufficienti e semi-autosufficienti. La loro realizzazione ha lo scopo di rispondere ad un’esigenza di comfort, tranquillità e sicurezza, grazie all’applicazione di tecnologie all’avanguardia per monitorare e assistere i residenti, in quanto gli appartamenti saranno dotati dispositivi di domotica all’avanguardia, oltre all’eventuale presenza di personale medico e assistenziale a richiesta. Si tratta di piccoli condomini che prevedono ampi spazi comuni, atti a promuovere la socializzazione tra gli anziani: soggiorni comuni e sala polivalente, sala ristorante, palestra e lavanderia. In via generale il Senior Housing è un “residence” situato in una zona residenziale della città, ben collegato con i mezzi di trasporto, in prossimità di negozi e servizi quali ufficio postale, ambulatori, chiesa, etc.


I vantaggi di vivere in un Senior Housing sono molteplici, soprattutto dal punto vista della sicurezza, sia per l’anziano che per il famigliare, grazie alle tecnologie all’avanguardia di cui l’appartamento può fornito. Anche se ancora in salute, l’over 65 non ha più la stessa energia di un quarantenne, e avere a disposizione un appartamento pensato appositamente ai suoi bisogni che stanno mutando, è un’ottima soluzione. Inoltre, l’anziano può vivere a pieno la propria socialità, essendo un condominio esclusivamente rivolto agli over 65, con vari spazi comuni e con molte attività a cui aderire e partecipare.


Rispetto agli altri paesi europei, dove questa formula è molto utilizzata, in Italia esistono pochissime soluzioni attive ed ancora a livello ancora sperimentale. Stanno sorgendo anche dei Senior Housing di piccole/medie dimensioni (20-50 appartamenti) adiacenti alle RSA, venendosi così a creare un’offerta sinergica di servizi per gli anziani a diversi livelli di intensità.


Luoghi dove la socializzazione e il benessere sono favoriti ogni giorno dalla doppia natura di abitazioni private che rispettano la privacy ma in contesti con aree comuni dove socializzare.


Quando parliamo di Senior Housing (ma anche dei sinonimi Senior Living, Silver Living o Assisted Living e talvolta anche Senior Co-housing) intendiamo complessi abitativi che combinano alloggi indipendenti con aree, attività e servizi diversi dedicati agli anziani, con un obiettivo comune: valorizzare al massimo la vita quotidiana degli ospiti.


La differenza tra Senior Housing, Case di Riposo, RSA, RSD.


• Anche la Casa di riposo è una soluzione per gli over 65 desiderosi di non vivere più da soli o a carico della famiglia. Persone quasi completamente autosufficienti, senza gravi patologie, ma in questa formula abitativa supportate dalla presenza fissa di personale infermieristico. In queste strutture la socialità è protagonista, tra attività ricreative, ludiche o culturali, come gruppi di lettura, gite, balli e giochi. Negli spazi comuni si può passare il tempo in compagnia degli altri ospiti per tenere la mente e la creatività in allenamento. Pubbliche o private, le Case di riposo però – a differenza del Senior House – non offrono appartamenti privati indipendenti, ma offrono agli ospiti camere doppie o singole.


Le RSA, cioè Residenze Sanitarie Assistenziali, sono strutture pensate per far sentire a casa le persone più fragili: qui l’assistenza agli ospiti è garantita h24 grazie alla presenza di medici e infermieri dedicati alla vestizione, nutrizione, igiene e cure mediche. All’interno delle RSA le giornate sono scandite da attività ricreative e di assistenza, specializzate sui bisogni di ognuno, con un piano individuale, deciso all’ingresso nella nuova struttura.


• Chi cerca assistenza qualificata per un familiare disabile, può trovare una valida risposta nelle Residenze Sanitarie per Disabili o RSD, la cui formula può andare dal centro diurno al residenziale. L’obiettivo di queste strutture? Offrire agli ospiti la possibilità di realizzare un progetto di vita basato sulla cura del sé e sull’autonomia, attenuando quei disagi e disturbi legati alla disabilità, grazie all’aiuto d’equipe medico-assistenziali sempre in contatto con la famiglia.

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